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Azzate
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I nostri
amici ultra novantenni ci parlano dei loro ricordi, quando ancora si viveva con
semplicità
I ragazzi di Azzate ritrovano gli anziani
Nei periodi difficili cera chi, come il signor Ribolzi
Adriano Goffredo, produceva più pane del previsto e ingannando i tedeschi rischiava la
propria vita
Girovagando per Azzate, parlando con gli ultra novantenni,
abbiamo riaperto una porta ormai ignorata da tempo, riguardante il passato di Azzate.
Vorremmo innanzitutto ringraziare tutti gli anziani e le loro famiglie che ci hanno
accolto nella propria dimora con gentilezza e una generosità inaspettata.
Abbiamo fatto ricordare alla persone anziane, Azzate quando loro erano giovani e il tempo
di guerra. Molte sono state le risposte e tutte hanno riportato nella mente e nel cuore
grandissimi ricordi; molti si sono commossi e tanti altri ci hanno mimato le
scene di alcuni episodi a loro capitati. La maggior parte dei nostri dei nostri nuovi
amici vivevano ad Azzate, ed è stato bello ascoltare di cosa era costituito il paese
quando erano giovani, molti hanno detto che sicuramente era più bello di adesso e, altri
invece hanno detto che era più brutto e non era moderno perché non cerano le
comodità di oggi, cerano case vecchie e mal ridotte, tantissimi campi e i soli
mezzi di trasporto erano i cavalli, asini e carri. La maggior parte delle persone
lavoravano come contadini, tessitori o panettieri. Possiamo dedurre che in passato
Azzate era povera. Al tempo di guerra si viveva con la tessera annonaria cioè
una specie di pass che permetteva di comprare i pochi viveri permessi.
Cera anche chi senza farsi scoprire dalle barche produceva cibo in nero per donarlo
alle persone che non potevano permettersi di sfamare la propria famiglia. La maggior parte
delle donne da noi intervistate hanno detto di aver il proprio marito e i propri figli in
guerra come soldati; per loro era molto difficile tirare avanti anche perché,
senza la mano dopera dei figli non si riusciva a svolgere in maniera completa
lattività lavorativa. Oltre a questo problema cerano le preoccupazioni verso
i famigliari che erano in guerra. Sarebbero tornati? Cosa gli sarebbe successo? E così
via... Cera anche chi come il signor Ribolzi Adriano Goffredo, che con gran coraggio
e disponibilità faceva il possibile per aiutare gli altri, producendo più pane del
previsto e ingannando i tedeschi rischiando così la propria vita, alcune persone non
hanno potuto partecipare alla guerra con leconomia precaria per curarsi, con pochi
soldi per aiutare i propri famigliari avevano dei problemi fisici, oppure trovavano una
scusa per non andare in guerra.
Andrea, Carletto, Gianluca, Paola, Stefania,
Simona, Tiziana |
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