il gAzzatino della Valbossa

Anno XVIII - n. 192 -

 

Azzate
Azzate

I nostri amici ultra novantenni ci parlano dei loro ricordi, quando ancora si viveva con semplicità

I ragazzi di Azzate ritrovano gli anziani

Nei periodi difficili c’era chi, come il signor Ribolzi Adriano Goffredo, produceva più pane del previsto e ingannando i tedeschi rischiava la propria vita

 


Girovagando per Azzate, parlando con gli ultra novantenni, abbiamo riaperto una porta ormai ignorata da tempo, riguardante il passato di Azzate. Vorremmo innanzitutto ringraziare tutti gli anziani e le loro famiglie che ci hanno accolto nella propria dimora con gentilezza e una generosità inaspettata.
Abbiamo fatto ricordare alla persone anziane, Azzate quando loro erano giovani e il tempo di guerra. Molte sono state le risposte e tutte hanno riportato nella mente e nel cuore grandissimi ricordi; molti si sono commossi e tanti altri ci hanno “mimato” le scene di alcuni episodi a loro capitati. La maggior parte dei nostri dei nostri nuovi amici vivevano ad Azzate, ed è stato bello ascoltare di cosa era costituito il paese quando erano giovani, molti hanno detto che sicuramente era più bello di adesso e, altri invece hanno detto che era più brutto e non era moderno perché non c’erano le comodità di oggi, c’erano case vecchie e mal ridotte, tantissimi campi e i soli mezzi di trasporto erano i cavalli, asini e carri. La maggior parte delle persone lavoravano come contadini, tessitori o panettieri. Possiamo dedurre che in passato “Azzate era povera”. Al tempo di guerra si viveva con la tessera annonaria cioè una specie di “pass” che permetteva di comprare i pochi viveri permessi. C’era anche chi senza farsi scoprire dalle barche produceva cibo in nero per donarlo alle persone che non potevano permettersi di sfamare la propria famiglia. La maggior parte delle donne da noi intervistate hanno detto di aver il proprio marito e i propri figli in guerra come soldati; per loro era molto difficile “tirare avanti” anche perché, senza la mano d’opera dei figli non si riusciva a svolgere in maniera completa l’attività lavorativa. Oltre a questo problema c’erano le preoccupazioni verso i famigliari che erano in guerra. Sarebbero tornati? Cosa gli sarebbe successo? E così via... C’era anche chi come il signor Ribolzi Adriano Goffredo, che con gran coraggio e disponibilità faceva il possibile per aiutare gli altri, producendo più pane del previsto e ingannando i tedeschi rischiando così la propria vita, alcune persone non hanno potuto partecipare alla guerra con l’economia precaria per curarsi, con pochi soldi per aiutare i propri famigliari avevano dei problemi fisici, oppure trovavano una scusa per non andare in guerra.

Andrea, Carletto, Gianluca, Paola, Stefania, Simona, Tiziana

Prima Pagina

Ultimo minuto

L'editoriale

Cronaca

Sport

Cultura

Eventi in Valbossa

Lettere al Direttore

L'angolo del dialetto

Iniziative

Archivi

Credits



Sul Web
-

In archivio

Azzate, I ragazzi di Azzate ritrovano gli anziani

Cazzago Brabbia, Il presepe nella ghiacciaia, ovvero la ghiacciaia nel presepe

Azzate, 'Cascina Verde': Una Comunità In Azzate

Azzate, Cantiere fantasma?

Azzate, Cantiere fantasma? L'Assessore ai lavori pubblici risponde